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di Urakami Sakae Hanshi1

 

Lo scopo della Via del Tiro è, armandosi di coraggio, correggendo se stessi e rendendo le proprie ossa e tendini saldi, colpire il bersaglio seguendo Ho (la Legge, cioè, la Legge del tiro o Shaho). Pertanto, tutti coloro che vogliono tirare con l’arco devono rendere le loro intenzioni vere, assumere il corretto spirito, e rendere la forma del tiro corretta seguendo gli standard appropriati, in tutte le fasi che vanno da ashibumi a dozukuri, torikake, tenouchi e yugamae, attraverso uchiokoshi e hikiwake sanbun no ni (hikiwake di due terzi), fino a tsumeai, nobiai, yagoro, hanare e zanshin. Quando la forma del tiro è corretta, le articolazioni saranno allineate correttamente, l’energia dei muscoli sarà ben bilanciata, la propria apertura si stabilizzerà in accordo con il proprio corpo, la propria mente diventerà stabile e le distrazioni cesseranno di preoccuparci, il proprio corpo e gli arti si riempiranno di vitalità, si diventerà tutt’uno con l’arco, la propria mente e il corpo saranno fermi e risoluti, l’arco sarà stabile, e l’intera freccia si riempirà di forza, velocità e vitalità. Così è necessario attendere che tutti questi elementi separati si uniscano in uno perché il rilascio avvenga da sé.

Se si tira la freccia in questo modo, non si mancherà mai il bersaglio per aver pensato troppo. Non si tratterà soltanto di mosha guchu (un tiro fatto in maniera disordinata che accidentalmente colpisce il bersaglio), ma hosha hitchu (un tiro fatto in conformità con le Regole che non fallisce mai). Pertanto, se la freccia tirata non dovesse colpire il bersaglio, è necessario esaminare approfonditamente se la forma del proprio tiro è conforme agli standard appropriati e se la propria mente e spirito sono uniti, cercando dentro di sé la risposta. Dal momento che colpire o mancare il bersaglio dipende interamente da se stessi, colpire il bersaglio non legittima vanto né il mancarlo rabbia.

La cosa essenziale è scacciare ogni dubbio ed ego e risvegliare l’essenza della Natura stessa, non cedere a pensieri e discriminazioni, lasciarsi dietro il regno delle intenzioni e dei pensieri e, come un oggetto riflesso in uno specchio brillante o la luna riflessa sulla superficie dell’acqua, calmare gli occhi della mente nel regno di munen muso (nessuna intenzione, nessun pensiero) e lottare per tirare la freccia in base alla Regola.

Note

  1. Tratto da “Lo scopo della via del tiro nel Kyujutsu Heki Ryu”, di Urakami Sakae Hanshi, tradotto in italiano da Stefano Costa dalla traduzione in inglese di Earl Hartman che compare nel testo: “Principi del Training”.