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Shaho Hassetsu costituisce la base del Kyudo. Sono le otto fasi in cui si compone il tiro. Il tiro inizia dalla prima di queste otto fasi e termina con l’ultima. Chi sottovaluta l’importanza delle otto fasi del tiro concentrandosi solo sul rilascio della freccia non fa Kyudo ma quello che in Giappone chiamano: “kai kara hanare” che significa prendere in considerazione il tiro solamente da momento in cui si arriva alla massima apertura dell’arco fino al momento dello sgancio, trascurando tutto il resto. E’ invece assolutamente necessario concentrarsi ed eseguire con la massima accuratezza ogni fase di Shaho Hassetsu.

La All Nippon Kyudo Federation prevede due stili che hanno tra loro alcune differenze nell’esecuzione di Shaho Hassetsu. Lo stile Shomen, il più diffuso in Giappone, e lo stile Shamen. Tra i due stili vi sono diverse differenze ma la evidente è che nello stile Shomen l’arco viene sollevato centralmente mentre nello stile Shamen il sollevamento avviene sul lato sinistro del corpo. La ANKF ha codificato le otto fasi del tiro nel modo seguente: Ashibumi, Dozukuri, Yugamae, Uchiokoshi, Hikiwake, Kai, Hanare, Zanshin.

Le diverse scuole tradizionali utilizzano talvolta terminologie diverse per alcune fasi. L’elenco che segue riporta la terminologia utilizzata nella Heki Ryu Insai Ha (scuola cui fa riferimento il Seikoku Kyudo Kai). Tra parentesi è riportato il corrispondente termine ANKF quando diverso dal quello della scuola Heki.


1. Ashibumi

Prima fase di Shaho Hassetsu ricopre una notevole importanza nel Kyudo in quanto è la base sulla quale si fonda la corretta esecuzione di tutte le fasi successive. Ashibumi significa letteralmente “posizionamento dei piedi” e consiste nel posizionare i piedi in linea con il bersaglio, alla corretta distanza fra loro e con la giusta angolazione. Esistono due modi per eseguire Ashibumi: Issoku (in un passo) e Ni soku (in due passi). Quest’ultimo è quello adottato nello stile praticato nel nostro gruppo. I punti importanti di verificare in questa fase sono:

  1. Perfetto allineamento della punta degli alluci con il centro del bersaglio.
  2. Distanza fra le punte degli alluci pari alla propria apertura (pari a circa la metà dell’altezza del kyudoka).
  3. L’angolo descritto dai piedi deve essere di 60 gradi.

2. Dozukuri

Dopo aver costruito Ashibumi è necessario costruire la giusta posizione del busto per garantire la stabilità necessaria alla corretta esecuzione delle fasi successive. In questa fase occorre verificare la corretta postura del corpo, che il busto sia ben eretto, che la linea che congiunge le spalle sia parallela a quella che unisce i piedi e che la parte rigida dell’Hakama aderisca perfettamente alla schiena.


3. Yugamae

Yugamae significa “preparazione dell’arco”. Consiste in 3 fasi:

  1. Torikake: con la mano destra si afferra la corda.
  2. Tenouchi: posizionamento della mano sinistra sull’impugnatura dell’arco.
  3. Monomi: l’arciere gira la testa e guarda il bersaglio.

4. Uchiokoshi

Uchiokoshi è il sollevamento dell’arco. A differenza del tiro con l’arco occidentale nel Kyudo l’arco viene sollevato sopra la testa e l’apertura viene effettuata dall’alto in basso. La ANKF prevede due tipi di Uchiokoshi: Shomen Uchiokoshi e Shamen Uchiokoshi. Il primo prevede un sollevamnto dell’arco certrale rispetto al cordo il secondo, quello adottato dalla nostra scuola, prevede invece un sollevamento laterale (immagini 3 e 4).


5. Sanbunnoni (Hikiwake)

Significa letteralmente “due parti di tre”. Se con Yugamae si raggiunge un terzo dell’apertura, con Uchiokoshi si raggiungono i due terzi. Questi non sono però da intendersi in senso matematico bensì dal punto di vista dell’energia e dello spirito.


6. Tsumeai, Nobiai, Yagoro (Kai)

  • Tsumeai: è il completamento dell’apertura. Perché sia corretto occorre che i seguenti quattro punti si realizzino contemporaneamente:
    • Yatsuka: tendere l’arco per metà dell’altezza dell’arciere
    • Hozuke: toccare lo zigomo con la freccia
    • Munazuru: toccare il petto con la corda
    • Nerai: mira corretta verso il bersaglio
  • Nobiai: una volta realizzate le quattro condizioni di Tsumeai non è ancora il momento giusto per scoccare la freccia. Se lo si facesse si otterrebbe un tiro senza spirito. Occorre continuare ad incrementare l’energia fino a raggiungere Yagoro.

7. Hanare

Hanare è il rilascio della freccia. Deve avvenire quando Yagoro è stato raggiunto.


8. Zanshin

Nel Kyudo, Zanshin è l’ultima fase dello Shaho Hassetsu. In giapponese si scrive con i kanji 残心. 残 (zan) significa rimanente e 心 (shin) significa spirito, forza interiore. Il termine Zanshin viene quindi generalmente tradotto con spirito rimanente, ciò che rimane dello spirito. Il concetto di Zanshin, oltre che nel Kyudo, è presente in molte arti marziali giapponesi. La sua origine può essere fatta risalire ai combattimenti dell’epoca dei samurai. Una volta sferrato il colpo decisivo, occorreva mantenere uno stato di vigile concentrazione sull’avversario, per essere certi che questi non fosse più in grado di nuocere.